domenica 10 giugno 2007

DIO C'E'? [parte prima: un pò di ginnastica]

Una volta un architetto mi chiese se potevo progettargli una copertura a sbalzo della lunghezza di dieci metri ed uno spessore non superiore a venti centimetri, aggiungendo alla richiesta "e che Dio ce la mandi buona!"
Ora, progettare una struttura, sperando che sia Nostro Signore a tenerla in piedi è un atto di fede non da poco.
Un altro architetto (immaginate voi un po' chi possa essere) qualche giorno fa mi ha chiesto di introdurlo a "la prova matematica dell'esistenza di Dio" di Kurt Gödel (probabilmente anche lui ha intenzione di progettare qualcosa).
La cosa mi stuzzica, ma prima di iniziare credo che occorra un pò di allenamento matematico relativo alle dimostrazioni matematiche, ovviamente "mutu a ccu sapi u ioco".


Seguite un pò questa dimostrazione:


AGGIORNAMENTO: Probabilmente avrete già trovato il gallo ma per chi lo stesse ancora cercando tiriamogli subito il collo e facciamolo allo spiedo. Al quinto passaggio quando divido entrambi i membri per (a-b) faccio una cosa che è sempre lecita tranne quando (a-b) = 0, poichè come è a tutti noto non si può dividere un numero per zero. Ora siccome a = b ...

Come è andato l'allenamento?

sabato 9 giugno 2007

No.22

Una volta ho conosciuto Emilio Argiroffi. Se cliccate su wikipedia trovate "Medico, politico, intellettuale e poeta; senatore del Partito Comunista Italiano per tre legislature; relatore della legge sull'inquinamento da rumore e sulla istituzione degli asili nido; Sindaco di Taurianova dal 1993 al 1997. Autore di numerose raccolte di poesie; premiato al Premio Strega; vincitore di numerose rassegne regionali e nazionali." Insomma una brevissima definizione, ma Argiroffi era monumentale. L'ho visto entrare in una sala gremita di persone, un convegno sulla cultura del meridione. Aveva un pantalone a righe verticali di lino grezzo, una camicia a fiori, una sciarpa estiva, il bastone di radica col pomello in avorio, un paio di scarpe di ginnastica da basket e un panama. Un colpo d'occhio, e poi con due stilettate verbali stese la platea che ce ne mise per rialzarsi. Insomma, non so che dire e i ricordi non si possono raccontare. Però lascio galleggiare su queste pagine alcune strofe di un testo che io vorrei sentire a teatro, che si intitola LONDON'S DYTIRAMBO, di cui lascio cadere l'incipit:

Old ìnglend old ìnglend
Inghilterra gentile
Inghilterra civile

Che accade nella megalòpoli
Missess thèccer
Mai god in uìmbledon
Palle & palle & pallottole
Quel maledetto
Ragazzo americano
Quel tennista maleducato
Parole irripetibili
Non si sa comportare
Mai god
Proprio a uìmbledon
Doveva capitare

Detz oll ràit

IL LONFO



Il Lonfo non vaterca né gluisce

e molto raramente barigatta,

ma quando soffia il bego a bisce bisce

sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.

E' frusco il Lonfo! E' pieno di lupigna

arrafferia malversa e sofolenta!

Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna

se lugri ti botalla e ti criventa.


Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto

che bete e zugghia e fonca nei trombazzi

fa lègica busìa, fa gisbuto;


e quasi quasi in segno di sberdazzi

gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto

t' alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.


Fosco Maraini

Leggere fa bene ma anche no

Avete visto, purparlé, questo ameno sitarello?

http://www.anobii.com...

Cheffà, ci giochiamo?

venerdì 8 giugno 2007

No.21 [Rachmaninoff]


Scoperti per caso. Sono geniali!!! [Nenti vitti!]

giovedì 31 maggio 2007

Shhhhh!


mercoledì 30 maggio 2007

No.20

Un vuoto pneumatico si è inframezzato tra me e le mie parole, su Purparlé. Torno dunque dentro, dopo una gestione intensa di Bulgakov che ha coccolato Purparlé come fosse suo. E suo lo è, difatti, come di tutti gli altri. Torno con un mea culpa. Ci penso da 12 ore. Mi confesso, ma non aspetto assoluzioni. Non so chi di voi (2,3?) ha visto "Il portaborse" di Luchetti, con uno strepitoso Nanni Moretti e un altrettanto unico Silvio Orlando! Insomma, ieri mi sono comportato come il professore del film che nel finale detta agli allievi il compito dell'esame di stato. Non ho fatto la stessa cosa, ma una cosa simile le cui conseguenze sono ancora da verificare. Insomma, Silvio Orlando (professore anche nel film "La scuola", con uguale foga e impeto) mi ha fregato, mi sono emozionato, mi è piaciuto quel tipo di docente (come il Robin Williams dell'Attimo fuggente), e ho fatto una cosa che non dovevo fare (soprattutto per rispetto degli altri insegnanti): non dico cosa, però. Ovvero, dico il peccatore (io) ma non il peccato (mmmh) che, per la proprietà transitiva, se cambio l'ordine degli addendi il prodotto non cambia (si dice così, ingegnere?). Fatto sta che, però, se si sommano gli eventi, positivi e negativi, attorno alla cosa, il mio comportamento ci stava tutto. Insomma, non me ne pento (diciamo) ma mi rode (ecco).