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domenica 17 giugno 2007

No.24

Ogni volta che torno a casa, penso che forse mi andrebbe di realizzare una cosa tipo un blog che parli dei luoghi in cui abitano i miei e in cui abita Bianca, e in cui ho abitato io in tutto questo tempo, in cui stanno delle cose che ancora apprezzo, degli amici, eccetera. Poi penso anche che il blog sarebbe un in più. Chi lo legge un blog a Villa? Oppure, ci sarà qualcuno che a Villa legge i blog? Villa, Cannitello, lo stesso. Eppure ce ne sarebbero cose da scrivere. Ma, mi si può dire, scrivitele da solo, per conto tuo, nel tuo portatile, nel tuo diario personale, cosa ce ne frega a noi di quello che pensi tu di quel luogo. Eppure... Insomma, questo pensiero sale su con una certa frequenza. Lo dico purparlé...

giovedì 31 maggio 2007

Shhhhh!


martedì 6 marzo 2007

No.16

La fase beta è terminata. Gli occhi mi vanno lì, ogni volta che accedo al blog. Un consiglio o una minaccia? Io sono di nuovo qui, per quanto la fase beta sia terminata. Tutto sommato l'esperimento non è andato male (quello di Piazza Garraffello), visto il tono delle provocazioni (alcune inutili) e il numero dei commenti. Andrebbe smosso l'interesse, più che la coscienza, verso le cose che accadono. Tipo come fanno alcuni magazines televisivi: Report su tutti, e poi Striscia e Le Iene. Scrivere una notizia e poi tornare sul luogo del (mis)fatto per vedere cosa è cambiato dopo un certo periodo di tempo. Esempio: Uwe ha scritto, a modo suo, che nel quartiere Vucciria di Palermo manca una cattedrale, o anche una chiesa di serie B. Io devo cercare di leggere cosa vuol dire questo segnale: che Uwe vuole che la Curia si sbrighi a rendere la Vucciria una nuova colonia della fede? che l'arte mette da parte la fede e affronta il delirio del degrado con il (dis)gusto dell'iperreale? che la fede si esprime anche con l'arte o che la fede per l'arte è più grande di altre? che un segnale, qualunque forma assuma, non può essere cancellato perché, come ha scritto Antoine de Saint-Exupery, è il tempo perduto per rendere una rosa tale più importante della rosa stessa? Non lo so. Fatto sta che la fase beta è terminata.

mercoledì 21 febbraio 2007

No.15

Una volta il diario, quello personale, era il luogo della condivisione con un alter ego, o con un ipotetico possibile interlocutore, delle "cose" personali. Nessuno, tranne che per sbaglio o per sfregio, avrebbe letto quel diario e ci si sarebbe consolati di ritrovare, nel tempo, noi stessi, quella parte di noi irrimediabilmente perduta con la crescita, o con il cambiamento di temperamento, carattere, amicizie, traiettorie, eccetera. Mi rendo conto che questo blog, come gli altri, diventa invece una sorta di diario in cui si attende che l'altro sé esista da qualche parte o che - atteso il fatto che questo luogo (o elemento, o aspetto del tempo) contenga una parte di verità e, per questo, la parte più disponibile al dialogo di se stessi - si sia formata un'entità, costituita di varie parti di individui, che riesca a corrispondere, in un certo modo, con l'io di chi scrive che qui si rappresenta. Queste pagine, anche per questi motivi, sono messaggi in bottiglia che qualcuno coglierà e, nella generale logica per cui molti, e di questi alcuni, prima o poi vedranno il messaggio galleggiare, si continua a lasciare, arrotolati sulla scrittura (o, più precisamente, abbandonati al ticchettìo) frammenti di quel sé che è ancora disponibile ad accogliere altri interlocutori nei propri spazi. Mi piacerebbe ci fosse una stampante che, una volta ticchettate le lettere, possa srotolare in bella calligrafia le esatte parole che avremmo voluto scrivere mentre invece abbiamo scritto quelle che lo schermo, impietoso, ci propone.

venerdì 16 febbraio 2007

No.11

Non posso fare a meno di me, talvolta. Insomma, il progetto sta traghettando verso la sponda della lettura. Da mercoledì i lettori si sveglieranno sulla pagina di Rosalio,e inizieranno a navigare veramente per cercare il tassello del puzzle. Vediamo come va! Vuoi vedere che apriamo una stagione di (scusatemi la brutta parola) linkers? Potrebbe essere l'epifania del network: una rete è tale quando i nodi si avvicinano ma non si imbrogliano, i pescatori lo sanno; tanto che, generalmente, dopo la pesca, bisogna tendere la rete per evitare che si annodi irrimediabilmente. Una volta tesa, la si raccoglie a cerchi concentrici. Figuriamoci il web così. O se fosse così...
E adesso, messaggi personali: il primo è un grazie di cuore a Daniela, che riapre solo per noi; poi a Tony, con cui ho discusso al telefono dell'opportunità di sviscerare la questione; poi ai miei compari (madrina e padrino) Albi e Bulgakov, che mi hanno incoraggiato [in tutto questo tempo] a resistere alla tormenta dell'incapacità di gestire il blog; poi a Uwe e Costanza che hanno letto il pezzo e alle cose che mi hanno detto, dopo. E a Vivian, perché... Insomma, che dire?

giovedì 15 febbraio 2007

No.10

Che dire? Il mondo dei bloggers (pochi ma buoni) ha risposto all'invito. Finora sono 3, datemi tempo e trovo il 4°, oppure me lo consigliate voi. Insomma, tra poco partirà la catena blog dal titolo CENTRO ISTERICO [prossimamente, e vedremo]: 35000 battute in cinque. Per adesso vi aggiorno sulla serata. Il titolo del libro è E.DESIGN & LIGHT.LANGUAGE, edizioni Biblioteca del Cenide, e stasera lo abbiamo proposto a Palermo, ad EXPA. Eravamo in 10. Relatori e autore compresi. Poi mettete che c'era un amico di Francesco (relatore) e un'amica di Luigi (autore) che è anche amica mia, il cerchio si stringe. Visto anche che tre ospiti in realtà erano venuti per incontrare me, e parlare d'altro. Insomma, tolto me, c'erano solo due interlocutori. Due straordinari interlocutori, che ho colto l'occasione di invitare a Woz. EtnaWoz. Ma di questo parleremo in seguito. La cosa interessante, però, che voglio sottolineare riguarda i due interlocutori: hanno letto un trafiletto sui giornali e sono venuti. Sui giornali c'era un comunicato stampa stringato, da 300 battute, e sono venuti lo stesso. E alla fine ho scoperto che dei due uno era venuto per propormi un libro da pubblicare. Ergo, abbiamo presentato il libro a una persona: ma, devo aggiungerlo, una persona speciale, ma veramente speciale. Lui è ghanese, laureato in ingegneria negli USA, laureato in architettura in Italia, e si occupa di cantieri per scavi archeologici in Sicilia; parla fluentemente in italiano (è qui da 20 anni) e il cervello gli gira niente male. Per cui, alla faccia della città di Palermo, ho incontrato uno bravo. Grazie a Luigi e al suo libro. Per cui, mi sento di dire (con le parole di un altro) che il gioiello che noi troviamo, ci chiniamo a raccattarlo in quanto lo abbiamo visto; ma a quello che non vediamo passiamo sopra senza accorgercene. Quante volte capita, eh? La citazione, qui, capita ad hoc, ed apre a tutte le possibili conseguenze.

[Il testo è di William Shakespeare, ed è tratto da "Misura per misura"]

No.8

Ho avuto un'idea, che condivido adesso con le tre persone che leggono il mio blog. Ho scritto qualche tempo fa un testo sulla questione tutta palermitana di Piazza Garraffello (Uwe Jantsch e il suo museo urbano). Il testo è lungo: 35000 battute. Ho pensato di con-dividerlo con altri quattro amici (generalmente si dice così, ma adesso è vero) e di inviare ad ognuno una sua parte da 7000 battute circa. Credo di voler invitare, dunque, per quello che ne so, altri 4 blog: Francesco (Burekeaters), Albi (Journaldebord), Bulgakov (Muddiki) e il mitico Tony (Rosalio), iniziando il percorso proprio da qui. Una sorta di persorso senza ostacoli in cui 5 blog diventano (veramente) stazioni di post(a) di un percorso guidato, il cui fil rouge è il testo. Devo dire, inoltre, che il testo è stato letto, corretto e approvato da Uwe e Costanza, per cui credo di aver colpito nel segno sulla questione. Attendo!

(ps: se adesso l'orario è giusto, allora ho capito cosa dovevo fare)