domenica 8 aprile 2007

Il potere delle parole

Un consiglio per le imminenti elezioni a Palermo: "Il popolo quando sente le parole difficili si affeziona ..."

giovedì 29 marzo 2007

La saggezza del silenzio


Alcune persone certe cose non dovrebbero proprio dirle, nemmeno purparlè.

Il farmacista: “Spero di rividerla presto!” (tiè)
Un tizio che vendeva ferri di cavallo al mercatino in Piazza Marina: “Certo che oggi non si vende niente …. Miii che sugnu sfortunato!” (prova con i quadrifogli)
La mia dietologa: “Usciamo qualche sera a mangiare una cosa insieme!” (che fa sfotti?)
Un prete: “Il Signore mi chiamava, mi chiamava ed io non rispondevo” (ma ha studiato al seminario o al call center della Tim?)

Colonna sonora: mmm mmm mmm mmm (Crash test dummies)

martedì 27 marzo 2007

No.19

Il mio cavallo per un aperitivo. Cristiana Rizzo sul suo blog fa il doppio gioco, da una parte svela e dall'altra nasconde. Entro nella diatriba, tempo permettendo, che riguarda un aperitivo e invito, a mò di maitre, tutti gli altri bloggers a fare lo stesso. Alcune cose si possono dire, su Rosalio, altre no: per via della ceura della censura. Cioè, c'è qualcuno che taglia via le frasi sconce dai commenti (per questo appaiono tutti edulcorati e carini, all'inizio) e secondo notizie certe (i bagarini lo danno 7 a 1) pare che sia, effettivamente, un tipo con un tutino rosso che si nasconde nelle ultime cabine telefoniche esistenti. Si collega in sms al blog, entra nella scheda madre del server, cancella quello che non gli piace col tasto CANC, e poi rimette tutto a posto. Ecco la censura. Poi c'è la cesura della censura, operata da Tony Siino, che si accorge delle malefatte (altro che supereroe) e inserisce, tra i commenti, ma a caso, scorrettezze e pettegolezzi, ma senza malizia, per animare il post e arrivare a 161 commenti. Ecco il vero accordo di fondo. Cooptare un numero civico che, per caso, è anche un locale alla moda, per dimostrare ai candidati a sindaco a Palermo che per contare qualcosa bisogna saper usare i numeri con fiducia cieca. E quando mai s'è visto che un numero civico, nonostante conti, conti veramente qualcosa? Mai. E allora di qui la sfida, far contare quelli che, pur essendo numeri, non contano niente. Una metafora della vita? Un messaggio subliminale? La richiesta di un assegno in bianco? Ah... saperlo, saperlo!

domenica 25 marzo 2007

No.18

La comunità si anima. Ognuno porta il suo modo di lavorare, la sua presenza. Ora, questa storia della presenza: quando è scritta pare astratta, quando è concreta pare assente...

venerdì 23 marzo 2007

Sono...

nonna lucia
(la nonna di totò, l'autore della foto)

sfamano, ascoltano, lavorano, aspettano, hanno la mente in disordine, curano le case, le progettano, fanno il pane, vestono bene o vestono come gli va o come possono, portano in giro bimbi nei passeggini o se li attaccano addosso con teli di cotone, aspettano che qualcosa lieviti in forno, aspettano che qualcuno torni a casa la sera, rimaste sole riorganizzano la propria vita e la dirigono da qualche parte, in piedi la sera per lavorare, in giro per il mondo, raccontano, scrivono, piegano il bucato, lavorano con le mani, sbiancano, confondono perché confuse, sono libere e felici di esserlo, parlano troppo o sanno quando farlo, spaventate la sera per strada, sorridono ad un bambino, fanno l'amore, sanno fare la pasta o sanno fare il riso, si conquistano, si prendono a cura, sognano, sistemano, trovano, si legano i capelli, amano cose semplici, quello che pensano, l'aria che respirano, i volti che incrociano, le parole che nascondono, le forme che danno alle cose, le loro forme, le piccole imperfezioni, i colori vivaci, un pò di trucco, ma comunque sempre meglio niente, non si stancano mai, sanno accogliere con i sorrisi, sono concentrate, attente, assorte, ironiche, vincono o perdono, assaporano, salutano e sanno dire addio, condividono case, letti, bagno e cucina, mettono in ordine case sbadate, hanno amiche grandi e piccole, hanno un amore per tutta la vita, hanno il coraggio di dire no, credono di avere coraggio solo perché sono contro, hanno magliette a fiori o a righe, hanno corpi malati da curare, non sanno più cosa chiedere alla vita, non si conoscono abbastanza, si credono forti perché alzano la voce, sanno ricominciare, fanno la spesa, non si prendono troppo sul serio, sanno stare accanto, si lamentano, non alzano mai la voce, sopportano, hanno lividi sul corpo, hanno volti segnati da rughe del tempo, sanno stare dietro, vogliono arrivare sempre prime, hanno bambine che aspettano a casa, separano la carta dalla plastica, lavano con il sapone di marsiglia, non buttano niente, sanno fare il tè, sono custodi, sono regine, buttane, madri, nonne, del sud, del nord, del mondo.

lunedì 12 marzo 2007

Secondo Toscani e Regione Calabria, Domenico sarebbe un terrone!



(ambasciator non porta pene, dom, eh!)

L'alchimia dei suoni


Ci sono delle parole il cui suono evoca qualcos’altro. E’una sorta di magia in cui i suoni di vocali e consonanti si mescolano in un crogiolo semantico creando e rimandando a qualcosa di diverso.
Su questo principio si basano le parole onomatopeiche onomatopeiche: zanzara, ticchettio, sciabordio.
Sono parole coniate per rimandare ad un suono.
Molto più divertente però è coniare parole che rimandano ad un concetto, ed in queste cose è bravissimo il nostro padrone di casa (purparlè, woz).
In fondo è il gioco della supercazzola, la magia del gramelot.
Ho deciso anche io di coniare la mia parola, di giocare con l’alchimia dei suoni e delle idee, vi saluto quindi col mio.

SACCHIGGHIERA

Colonna sonora: Moskavalza (Vinicio Capossela)